Montagna sostenibile in Italia: ecco un grande passo in avanti

Montagna sostenibile in Italia: ecco un grande passo in avanti

Montagna sostenibile in Italia? Sempre più vero e sempre più concreto. E così, dopo aver già collaborato per rendere accessibile il nostro Appennino alle persone con disabilità, il Club Alpino Italiano e l’Associazione Nazionale Mutilati e Invalidi Civili hanno sottoscritto, nel Giardino di Luana della sede provinciale di Anmic, un protocollo di intesa per formalizzare e intensificare la collaborazione, alla presenza del presidente di Anmic, Walter Antonini, il presidente del Cai, Roberto Zanzucchi, e Raffaella Devincenzi, delegata della Provincia di Parma ai Rapporti con Enti parco, Politiche per la montagna e aree interne, Pari opportunità e Diritti civili. L’idea è di voler dare opportunità di inclusione all’aria aperta, in ambiente naturale, lungo sentieri accessibili, con l’utilizzo di mezzi adeguati e il supporto di volontari formati, in un contesto di sicurezza e consapevolezza.

Montagna sostenibile in Italia, le basi dell’accordo

Tutto parte dalle attività di montagnaterapia che il Cai svolge dal 2011, in collaborazione con enti pubblici e del terzo settore, e in particolare le attività di escursionismo adattato realizzate con la Joëlette, lo speciale mezzo da offroad, a ruota unica, che, guidata da volontari, permette di portare in vetta persone con difficoltà motoria che altrimenti non potrebbero affrontare tali escursioni. Si tratta di iniziative andate a buon fine che vedono questi possibili sviluppi:

“Saranno organizzate delle uscite di escursionismo adattato in ambiente montano. Contestualmente, saranno studiate e sviluppate progettualità volte a incrementare le opportunità di fruizione dell’ambiente naturale da parte delle persone con disabilità, attraverso, per esempio, la verifica e l’implementazione dell’accessibilità di strutture ricettive, aree sosta, punti di interesse naturalistico, anche attraverso la consulenza del team di lavoro Parmaccessibile, diretto da Matteo Salini e Jessica Borsi.

Inoltre, saranno ideati e realizzati itinerari accessibili, coadiuvati dalla cartografica digitale del Cai e il suo Gruppo Sentieristica.”

Montagna sostenibile in Italia, le dichiarazioni

Su questo importante tema di crescita sociale del paese così si esprime Walter Antonini, presidente Anmic Parma:

“Oggi diamo stabilità, formalizzazione e concretezza a una collaborazione già attiva da qualche anno, per rendere possibile un’idea che abbiamo visto essere realizzabile e con grande soddisfazione da parte di tutti: vedere chi fa del camminare in montagna una ragione di vita al fianco di chi camminare non può. Si è dimostrato che insieme si può raggiungere la vetta, anche dove sembrerebbe impossibile: questo grazie alla disponibilità e alla sensibilità dei volontari del Cai. Ci siamo trovati: noi di Anmic, col nostro sogno di portare i nostri associati a fare esperienze inclusive in montagna, il Cai con la volontà di rendere la montagna, ove possibile, accessibile a tutti. Non è utopia: muscoli, tecnologia, capacità progettuale e volontà hanno dimostrato che è possibile. Le bellissime esperienze di escursionismo adattato, le attività di montagnaterapia e la Paralympic Valley, con il suo cuore pulsante a Bazzano con la sua palestra paralimpica, dimostrano che si può fare inclusione in ambiente naturale anche quando la strada non è pianeggiante. Ci crediamo molto e questa intesa col Cai non è altro che un potenziamento di questa idea: andare in alto insieme.”

Invece puntualizza questo Roberto Zanzucchi, presidente Cai Parma:

“Il Protocollo è la naturale evoluzione di una collaborazione nata ormai da qualche anno tra le nostre Associazioni, unite fianco a fianco nella creazione di opportunità di inclusione legate alla fruizione dell’ambiente naturale; per il Cai poter offrire a tutti l’opportunità di una frequentazione della montagna piacevole, sicura e rispettosa dell’ambiente è da sempre un impegno forte che vede tra l’altro un altissimo numero di soci direttamente coinvolti nelle attività a favore di chi a più difficoltà a muoversi. Ma il Protocollo ci sprona anche nel mettere a fattor comune le competenze e le sensibilità delle nostre due associazioni per promuovere una diversa cultura nella fruizione dell’ambiente naturale: insieme vogliamo essere da stimolo e da supporto per enti locali, istituzioni, parchi per pensare, progettare e realizzare percorsi accessibili a tutti.”

L’idea che la montagna sia accessibile a tutti, come prova la bella storia di Joelle, è una prospettiva fantastica che deve essere corroborata dalla voglia di verla sempre e comunque in sicurezza.

I nuovi strumenti di MountaiNow

In questo vi supportiamo noi con la nostra app e le sue aggiunte di molte nuove caratteristiche tra cui queste principali.

Altezza della neve

E’ una nuova icona è disponibile per condividere l’altezza della neve. Facilmente misurabile con una classica sonda da sci alpinismo, la condivisione di questa osservazione fornisce informazioni in tempo reale sulla quantità di neve e contribuisce direttamente alla ricerca sul clima, soprattutto se essa viene fatta sui ghiacciai.

Nuovi livelli di mappa

Si tratta di un insieme di itinerari per lo sci alpinismo, il trekking o il mountain bike. Possono anche essere proiettati dal vivo durante la registrazione di una traccia GPS.

Dati fotografici

Una volta che siete a casa, le foto possono essere condivise in un attimo. Non c’è bisogno di inserire la data o il luogo manualmente, l’applicazione lo fa per voi.

 

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