Borghi da visitare in autunno: ecco i 3 in Italia da non perdere

Borghi da visitare in autunno: ecco i 3 in Italia da non perdere

L’estate è alle spalle e con lei anche le vacanze in montagna. Questo, però, non significa che dobbiate per forza rinunciare a qualche giorno di relax. Tutti gli appassionati di montagna sanno, infatti, che le migliori escursioni si fanno nel fine settimana, anche per staccare dalla routine e dall’inquinamento delle città in cui lavoriamo e viviamo. Se abete voglia di progettare qualche “fuga” di un paio di giorni, ecco un articolo che fa per voi.

Questi sono i 3 borghi da visitare in autunno… in Italia, per far ripartire il turismo che troppo ha sofferto il lockdown e il post lockdown.

Rango

Tra i v questo è in Trentino, in prossimità dell’altopiano del Bleggio troviamo il Borgo di Rango. Accolti da una scalinata in pietra, si raggiunge il centro del paese, caratterizzato da strade ciottolate, case in pietra e antichi ponti; meta ideale per chi cerca una vacanza in un borgo di montagna; costituito da un pugno di case rurali conservate nella loro antica architettura che parla ancora di un passato popolato di pellegrini, pastori con le loro greggi, mercanti e viaggiatori solitari che qui usavano sostare e riposare. Abitato da 150 persone, rivive nel periodo di Dicembre, in occasione dei Mercatini di Natale, che fanno scoprire le prelibatezze e i prodotti tipici. Le testimonianze di uno dei borghi più antichi d’Italia risalgono al 2300 a.C., e narrano di una storia lunga e ricca di usi e costumi contadini; a Rango il tempo sembra essersi fermato. Qui è possibile visitare il Museo della Scuola dove sono messi in mostra materiali didattici e oggetti scolastici della prima metà del Novecento e anche il villaggio di Balbido, conosciuto come “il paese dipinto”, con i suoi murales che raccontano momenti di vita contadina, antiche leggende e vecchi mestieri. Prodotto molto celebre nel Bleggio sono le noci, che vengono coltivate in questo borgo dal ’500, e sono caratterizzate dal guscio sottile che si rompe facilmente, le piccole dimensioni ed il sapore leggermente speziato.

San Leo

Se dal Trentino passiamo all’Emilia Romagna, precisamente a Montefeltro, su una rupe, tra i Borghi da visitare in autunno sorge l’antico Borgo di San Leo, in provincia di Rimini popolato da circa 3 mila abitanti e ricordato in un detto popolare romagnolo che recita: “Un solo papa, un solo Dio, un solo forte di San Leo”. Il borgo, che oggi affascina i visitatori, era per imponenza scenografica, una roccaforte strategica dal punto di vista militare; la fondazione della fortezza risale al periodo delle guerre tra Bizantini e Goti intorno al VI secolo e a Carlo Magno che la donò allo Stato Pontificio. Dall’anno Mille San Leo ha conosciuto un periodo di grande splendore quando la famiglia dei Montefeltro ha scelto il villaggio come sede della casata, e il passaggio di San Francesco e di Dante, che la cita poi nella Divina Commedia, lascia alla storia locale importanti capitoli culturali, religiosi e artistici.

Spostandosi appena fuori il piccolo borgo, si osserva l’antica fortezza trasformata in epoche successive in carcere dove non è facile distinguere la storia dalla leggenda; all’interno venne imprigionato o per meglio dire sepolto vivo Giuseppe Balsamo, l’illuminato conte di Cagliostro, che ha scontato 4 anni di prigionia e sofferenze imposte dall’inquisizione, tacciato come eretico, imbroglione e truffatore per volere di papa Pio VI venne trasferito da Castel Sant’Angelo, è stato rinchiuso in una cella alla quale si poteva accedere solo attraverso una botola aperta nel soffitto. La sua morte resta un mistero e c’è chi giura di avere incontrato il suo fantasma tra le mura di San Leo anche se oggi la prigione è stata trasformata in un tranquillo museo.

Venosa

Tra i Borghi da visitare in autunno ce n’è anche uno n Basilicata: Venosa, inclusa tra i 196 comuni classificati come Borghi più belli d’Italia, popolata da 12.000 abitanti in provincia di Potenza. Tra le zone più affascinanti troviamo il parco archeologico, con le antiche terme romane, i resti di ville e una campagna di scavi fortunata, che ha portato alla luce i resti di una casa patrizia ribattezzata la casa di Orazio. Ma il simbolo indiscutibile di Venosa è la Chiesa incompiuta della Trinità, in pietra ormai in rovina, anche se il suo stato di decadimento non fa altro che accrescere il suo fascino misterioso e romantico. Fondata nel V secolo, comprende la Chiesa Antica dell’epoca paleocristiana e quella Nuova (mai conclusa). In prossimità del complesso è possibile osservare la Chiesa di San Rocco, intitolata al santo che all’inizio del 1500 è diventato famoso per aver liberato la città dalla peste.

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