{"id":7452,"date":"2022-12-07T07:57:10","date_gmt":"2022-12-07T07:57:10","guid":{"rendered":"https:\/\/www.mountainow.net\/?p=7452"},"modified":"2022-11-16T09:02:33","modified_gmt":"2022-11-16T09:02:33","slug":"action-directe","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.mountainow.net\/it\/2022\/12\/action-directe\/","title":{"rendered":"Action Directe: ecco il racconto della nuova impresa di Marco Zanone"},"content":{"rendered":"<p>L\u2019<strong>Action Directe <\/strong>lo conoscono tutti. Ecco perch\u00e9, tra gli appassionati di montagna, ha destato grande interesse il racconto di Marco Zanone che in Frankenjura, in Germania, ha ripetuto il pi\u00f9 famoso 9a al mondo liberato da Wolfgang G\u00fcllich nel 1991. D\u2019altronde si tratta del quarto italiano a ripetere la mitica via dopo Gabriele Moroni e Stefano Carnati e Stefano Scarperi. Riportiamo di seguito il racconto.<\/p>\n<h2>Action Directe di Zanone, il racconto<\/h2>\n<p>Queste sono le dichiarazioni di Marco Zanone sull\u2019Action Directe:<\/p>\n<blockquote><p>\u201cLa prima volta che sono stato in Frankenjura era fine maggio 2014, ero con Andre, Gabriele Moroni ed Ema Gex. Non avevo progetti o idee, perch\u00e9 il posto era totalmente sconosciuto; conoscevo solo i nomi di Wallstreet, Action Directe e poche altre vie. Sapevo per\u00f2 che il posto e lo stile, corto e intenso, non mi avrebbero deluso.<\/p>\n<p>Durante quella vacanza, per raggiungere e provare Slimline sono passato per la prima volta davanti ad AD, subito a fianco. Sinceramente non ricordo cosa ho provato nel vedere quel famoso strapiombo. Non me lo ricordo probabilmente perch\u00e9 avevo un livello talmente lontano dal 9a che il pensiero di provarla non mi aveva nemmeno sfiorato il cervello.<\/p>\n<p>8 anni dopo, il 7 ottobre 2022, mi sono ripresentato sotto la via, questa volta con l\u2019ambizione di salirla. Quel giorno, mentre la guardavo e a differenza di 8 anni prima, ho provato una sensazione di impotenza: ero intimorito da quell\u2019aria sacra che si respira solo l\u00ec.<\/p>\n<p>In quel momento era come se qualcuno mi stesse guardando e mi stesse chiedendo: &#8220;Sei veramente sicuro di volerla provare?&#8221;. \u00c8 stato cos\u00ec che ho deciso di passare da sopra per calarmi dall\u2019alto, come per approcciare la via in punta di piedi, cercando di capire se fossi degno di tentare quella salita.<\/p>\n<p>Ho toccato le prese una ad una, cercando di confrontare le loro fattezze reali con la dimensione e la forma che mi ero immaginato. Arrivato in fondo allo strapiombo, ovvero all\u2019inizio della via, ho visto le prese del famoso lancio. In quel momento, anche se la tensione era calata, il mio cuore stava battendo pi\u00f9 forte del normale perch\u00e9 ero piacevolmente sorpreso dalla dimensione delle prese, soprattutto nella parte alta della via. Il salto, comunque, sarebbe indubbiamente stato un rebus da risolvere, prima di tutto nella mia mente.<\/p>\n<p>Neanche sceso a terra e mi ero gi\u00e0 attaccato al primo spit: mi sono slegato, ho tirato gi\u00f9 la corda, Emy mi ha assicurato con il grigi e sono partito per il primo tentativo. Ho evitato il lancio: ero freddo muscolarmente e in fondo non volevo prendermi un pugno in faccia cos\u00ec\u2026 a gratis!<\/p>\n<p>1,2,3 giri, mi sono concesso quel giorno. Mi muovevo bene, mi sentivo bene, soprattutto nella parte alta, dove si traversa verso sinistra. Facevo un po\u2019 di fatica nella parte appena dopo il lancio e nel tallonaggio a met\u00e0 via, dove il minimo errore voleva dire ritrovarsi immediatamente appeso alla corda.<\/p>\n<p>Mentre venivo calato dalla catena, ho deciso di fermarmi in cima al pedestallo per provare il lancio e per tirare le somme di questi primi tentativi. Mi sono slegato, rilegato, passato dentro al secondo rinvio e ho guardato verso l\u2019alto. S\u00ec, la presa sembrava su Marte! Ho cercato i piedi per immaginarmi il salto, ho provato a capire come tirare quel buchetto per la mano sinistra. In quel momento mi sembrava impossibile. Era comunque il terzo giorno di fila di scalata, ed era anche il mio terzo giorno in Frankenjura, quindi in fin dei conti non ero molto scoraggiato. Ho pensato che dopo un giorno di riposo mi sarei sentito decisamente meglio.<\/p>\n<p>E cos\u00ec \u00e8 stato. Ho cominciato a provare il lancio aiutandomi con la mano destra sul rinvio e, qualche tentativo dopo, sono riuscito a fare il movimento vero e proprio. Avevo abboccato all\u2019amo e ora era arrivato il momento di smettere di giocare e di cominciare a fare sul serio!<\/p>\n<p>Proprio quando cominciavo a rifinire le mie methode e a metabolizzare bene le sequenze, il meteo ha smesso di collaborare. So che sembrano solo scuse, ma per me il grado di 9a \u00e8 al limite e per avere qualche opportunit\u00e0, avere le giuste condizioni \u00e8 fondamentale, anche durante i giorni in cui non si ha ancora l\u2019idea di tentare la via da terra.<\/p>\n<p>Trovare confidenza su ogni singolo \u00e8 qualcosa di veramente difficile e penso ci sia molta differenza tra fare un movimento e farlo con sicurezza. Mentalmente c\u2019\u00e8 un abisso, perch\u00e9 nel momento in cui parti da sotto con la giusta determinazione, hai la possibilit\u00e0 di creare un flow, un ritmo che ti permette di scalare bene e rilassato.<\/p>\n<p>Purtroppo io quel flow, dopo 4\/5 giorni, non lo avevo ancora trovato del tutto. Facevo gi\u00e0 dei buoni giri da sotto, ma cadevo sempre l\u00ec, a met\u00e0: al tallonaggio. A volte mi scappava il tallone, a volte facevo il movimento successivo ma, nel muovere il corpo per togliere il tallone, perdevo tensione e cadevo. Quella sezione l\u00ec, quando me la immaginavo, sicuramente mi intimoriva.<\/p>\n<p>Il 23 di ottobre, dopo 19 giorni di scalata, ero riuscito a provare AD solo 5 giorni. Abituato al clima secco spagnolo, ero sicuramente deluso e avevo sempre pi\u00f9 dubbi sulla possibilit\u00e0 di salire il tiro durante quel viaggio. Il bosco era gi\u00e0 molto umido, in pi\u00f9 pioveva ogni 2-3 giorni, tanto o poco non importava.<\/p>\n<p>Ogni mattina appena sveglio guardavo fuori dalla finestra per cercare degli indizi che mi facessero capire che avrei potuto provare la via. Spesso la strada sotto casa era un buon indice di riferimento: se era bagnata, nonostante non avesse piovuto, voleva dire che la notte era stata molto umida.<\/p>\n<p>Alcuni giorni ci svegliavamo con il cielo terso, non una nuvola, ma il termometro segnava 14 gradi alle 9 di mattina. Paradossalmente, era quasi peggio della pioggia, perch\u00e9 fuori dal bosco si arrivava fino a 20\/22 gradi, mentre dentro le temperature rimanevano pi\u00f9 basse. Questa forte differenza di clima creava la condensa, il che significava avere la superficie della roccia completamente bagnata.<\/p>\n<p>Io personalmente non credo nei miracoli, credo che la fortuna giochi un ruolo importante nella riuscita di un sogno e credo anche che in qualche modo ce la possiamo creare, ma per me non aveva senso continuare a provare la via in pessime condizioni, aumentando solo la frustrazione e il malumore. Penso di essere una persona abbastanza razionale: se non si pu\u00f2, non si pu\u00f2, amen, scalo su altri tiri.<\/p>\n<p>Ovviamente il bello del Frankenjura non \u00e8 solo AD, ci sono un migliaio di piccole falesie anche al di fuori di quel bosco, dove le condizioni sono diverse. Penso che in fondo, scalare in generale fosse proprio la cosa di cui avevo bisogno, perch\u00e9 oltre ad aumentare il livello di forma e la qualit\u00e0 della pelle, ritrovavo buone sensazioni e sentivo che il mio corpo faticava. Ero stufo di fare qualche movimento e cadere, avevo voglia di ghisarmi e di sentirmi stanco a fine giornata.<\/p>\n<p>Tutti i giorni, pi\u00f9 volte al giorno, guardavo Meteoblue: totalmente inaffidabile, ma era il salvagente che teneva la mia speranza a galla. Per marted\u00ec 25 ottobre davano vento, ma il luned\u00ec mattina aveva piovuto a dirotto, forse il peggior temporale di tutta la vacanza. Ero gi\u00e0 stressato.<\/p>\n<p>Marted\u00ec alle 9 sono tornato sotto AD per decidere cosa fare. Era asciutta e sembrava proprio esserci vento. Sono tornato in macchina e sono andato a scaldarmi a Wei\u00dfenstein: settorino classico attaccato alla strada, con tiri storici di Wolfgang G\u00fcllich, Kurt Albert e John Bachar fino al 7c. Alle 11 passate ero di nuovo sotto il tiro. Mi ero portato lo scopino e ho fatto il giro da sopra per pulire l\u2019uscita dalle foglie e spazzolare la via in generale.<\/p>\n<p>Ammetto di aver pensato: &#8220;Perch\u00e9 sto pulendo l\u2019uscita? Con molta probabilit\u00e0 oggi non vado neanche fino in catena&#8221;. Per\u00f2 penso che fosse il mio modo di approcciare la via, in quell\u2019ultimo giorno di tentativi. Volevo che tutto fosse perfetto, anche se non nascondo il fatto che mi piace fare pulizia su un tiro, per renderlo pi\u00f9 piacevole da scalare e per evitare di arrampicare sul muschio e sulle foglie.<\/p>\n<p>Sono partito per il primo giro di fine scaldo, faceva un bel freddo, avevo le mani belle gelate come piace a me. Ho fatto le sezioni cercando buone sensazioni e facendo piccoli aggiustamenti sulla methode. Una volta sceso e mi sono riposato. 40 minuti dopo sono partito per il primo tentativo. Ho passato il lancio e ho sentito di avere un flow e una leggerezza mai sentiti prima. Arrivato a met\u00e0, ho capito di stare bene e mi sono innervosito. Poi mi \u00e8 scivolato il tallone. Sono caduto.<\/p>\n<p>Ad alta voce ho cominciato a ripetere a me stesso: &#8220;Perch\u00e9? Perch\u00e9 ho sbagliato proprio qui quando mi sentivo bene? Perch\u00e9 sono stato frettoloso?&#8221;\u2026 Ero sconsolato, ma mia mamma da sotto mi ha detto: &#8220;Perch\u00e9 sei umano Marco&#8221;. Aveva ragione, non siamo robot, mi sono fatto prendere dall\u2019emozione e ho mandato tutto per aria. Ci avrei riprovato al prossimo giro.<\/p>\n<p>Nel frattempo erano arrivati Danny ed Andi, due amici conosciuti proprio l\u00ec sotto. Andy provava AD con me e Danny provava Slimline. La tensione era scesa un po\u2019, si chiacchierava, Andy provava il tiro e vedevo gli altri scalare, ma un\u2019oretta dopo arriva di nuovo il mio turno: niente pi\u00f9 scuse.<\/p>\n<p>Ho fatto il salto non benissimo, ho percepito meno fluidit\u00e0, ma mi sono sentito bene, ho passato il tallonaggio, lolotte, primo intermedio di sinstra, altro intermedio di sinstra, l\u2019ho preso male, ho cercato di alzare il piede e sono caduto. Ero afflitto, nonostante fosse il miglior giro di sempre. Ero afflitto perch\u00e9 mi sentivo bene. Sono ripartito subito per provare il singolo dove ero caduto e l\u2019ho fatto senza intermedio, ma nella mia testa, era gi\u00e0 finita.<\/p>\n<p>Toccava ad Andre provare Stone Love, per cui sarei dovuto andare con lui e poi sinceramente fare AD al 4\u00b0 giro della giornata mi sembrava impensabile. Invece Emy e Andre mi hanno spronato a fare un altro tenativo, quindi ho deciso di rimanere l\u00ec con Danny e Andi, mentre Emy assicurava Andre su Stone Love.<\/p>\n<p>Ho deciso di riposare tanto, almeno un\u2019ora se non di pi\u00f9. Toccava di nuovo a me: ho scalato da Dio la prima parte, probabilmente ero un pochino pi\u00f9 stanco, ma \u00e8 in quei momenti che si scala meglio, cercando di ottimizzare le energie.<\/p>\n<p>In questo giro ho preso bene il secondo intermedio, ho alzato il piede e rilanciato ancora di sinistro al buco. L\u2019ho preso e da l\u00ec ho cominciato a scalare come un robot. Altro bidito di destra, ho allargato, sono rientrato al mono, verticale di sinistra e ho saltato. L\u2019ho tenuto. In quel momento mi sono svegliato e ho realizzato di essere in cima. In tutta sincerit\u00e0 nella mia testa il traverso finale della via mi sembra di averlo vissuto alla velocit\u00e0 della luce, quasi non direi di avere una sensazione nitida di quel momento.<\/p>\n<p>Ovviamente ho urlato, incredulo e ho subito realizzato di non aver fatto partire il video! Chiss\u00e0 perch\u00e9 \u00e8 la prima cosa che mi \u00e8 venuta in mente. Sono sceso. Sotto c\u2019era un sacco di gente, 10-11 climber che si sono congratulati con me. Non ho capito pi\u00f9 niente.<\/p>\n<p>Poco dopo ho pensato: &#8220;Devo chiamare la Emy per dirglielo&#8221;. L\u2019ho chiamata ma non mi ha risposto. Poi ho chiamato la mamma, che invece ha risposto subito: &#8220;Mamma, l\u2019ho fatta!&#8221; e lei: &#8220;Anche Andre, \u00e8 appena sceso!&#8221; e intanto urlava ad Emy e a Andre che avevo fatto la via. Sembrer\u00e0 impossibile ma mentre Andre saliva Stone Love, io stavo salendo Action Directe: nello stesso preciso istante. Cosa voglia significare non lo so, ma penso sia successo qualcosa di incredibile.<\/p>\n<p>Sono rimasto l\u00ec sotto al sasso ancora un bel po\u2019 di tempo, per assaporare quel momento e per guardare ancora una volta quella fantastica linea, ma questa volta con uno sguardo completamente diverso.<\/p>\n<p>Tra le varie persone che hanno assistito alla salita c\u2019era questo ragazzo di nome Jos\u00e9. Era la sua prima volta sotto ad AD, era venuto l\u00ec a curiosare e per puro caso la prima persona che ha visto scalare sul tiro sono stato proprio io durante il giro che mi ha portato in catena.<\/p>\n<p>Ancora adesso, scrivendo questo testo, faccio fatica a credere cosa sono stato in grado di fare, ma ad essere ancora pi\u00f9 incredibile \u00e8 la visione che Wolfgang ha avuto nel salire questa via.<\/p>\n<p>Non vorrei sbilanciarmi troppo, ma per me \u00e8 ancora pi\u00f9 impressionante rispetto a quello che i giganti di oggi stanno facendo. Parliamo di un\u2019epoca in cui tutto era una scoperta, dove niente era scontato. Parliamo di una via che, 31 anni dopo, \u00e8 ancora una sfida per qualsiasi arrampicatore, anche per i pi\u00f9 forti.<\/p>\n<p>\u00c8, e rimarr\u00e0 per sempre, un rito di passaggio, sia per chi ha solo la curiosit\u00e0 di osservare quella pietra miliare dal sentiero, sia per i pi\u00f9 ambiziosi che, come me, vogliono provarla.\u201d<\/p><\/blockquote>\n<p>Mettiti alla prova anche tu col \u201ctuo\u201d Action Directe. Basta che affronti la sfida in sicurezza.<\/p>\n<h2>I nuovi strumenti di MountaiNow<\/h2>\n<p>In questo vi supportiamo noi con la nostra app e le sue aggiunte di molte nuove caratteristiche tra cui queste principali.<\/p>\n<h3>Altezza della neve<\/h3>\n<p>E\u2019 una nuova icona \u00e8 disponibile per\u00a0condividere l\u2019altezza della neve. Facilmente misurabile con una classica sonda da sci alpinismo, la condivisione di questa osservazione fornisce informazioni in tempo reale sulla quantit\u00e0 di neve e contribuisce direttamente alla ricerca sul clima, soprattutto se essa viene fatta sui ghiacciai.<\/p>\n<h3>Nuovi livelli di mappa<\/h3>\n<p>Si tratta di un insieme di itinerari per lo sci alpinismo, il trekking o il mountain bike. Possono anche essere proiettati dal vivo durante la\u00a0registrazione di una traccia GPS.<\/p>\n<h3>Dati fotografici<\/h3>\n<p>Una volta che siete a casa, le foto possono essere condivise in un attimo. Non c\u2019\u00e8 bisogno di inserire la data o il luogo manualmente, l\u2019applicazione lo fa per voi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019Action Directe lo conoscono tutti. 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