{"id":7183,"date":"2022-06-29T06:33:14","date_gmt":"2022-06-29T06:33:14","guid":{"rendered":"https:\/\/www.mountainow.net\/?p=7183"},"modified":"2022-05-09T13:36:19","modified_gmt":"2022-05-09T13:36:19","slug":"disastro-vajont","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.mountainow.net\/it\/2022\/06\/disastro-vajont\/","title":{"rendered":"Disastro del Vajont: una (dura) lezione della montagna da non dimenticare"},"content":{"rendered":"<p>La montagna d\u00e0, la montagna prende. E\u2019 bene ricordarlo sempre come \u00e8 bene ricordare il <strong>disastro del Vajont<\/strong>. Erano le 22.39 del 9 ottobre 1963 quando circa 260 milioni di m\u00b3 di roccia scivolarono nel bacino artificiale creato dalla diga del Vajont, causando un\u2019onda di piena alta oltre 200 metri. Inevitabili fu la tragedia, che pass\u00f2 alla storia per i suoi oltre 1900 morti con interi paesi cancellati dalle cartine geografiche. Nel 2022 sono trascorsi esattamente 58 anni e quella lezione \u00e8 pi\u00f9 valida che mai.<\/p>\n<h2>La dinamica del disastro del Vajont<\/h2>\n<p>Secondo la <strong>ricostruzione dell\u2019incidente del Vajont<\/strong> da parte dei periti:<\/p>\n<blockquote><p>Una serie di circostanze sfortunate fecero s\u00ec che l\u2019enorme ammasso di roccia, precipitasse ad una velocit\u00e0 di circa 108 km orari, finendo nelle acque del bacino idroelettrico artificiale del Vajont, che conteneva circa 115 milioni di m\u00b3 d\u2019acqua al momento del disastro.<\/p>\n<p>E l\u2019acqua della diga risal\u00ec il versante opposto distruggendo tutti i centri abitati lungo le sponde del lago nel comune di Erto e Casso, riversandosi infine nella valle del Piave e trascinando nel fango il paese di Longarone e altri comuni limitrofi. Vi furono 1917 vittime di cui 1450 a Longarone, 109 a Codissago e Castellavazzo, 158 a Erto e Casso e 200 originarie di altri comuni.<\/p><\/blockquote>\n<h2>La lezione del disastro del Vajont<\/h2>\n<p>C\u2019\u00e8 una ragione se non si \u00e8 mai scordata la <strong>tragedia del Vajont<\/strong>. La si intuisce rileggendo lo <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/cronache\/speciali\/2013\/vajont\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">speciale che Il Corriere<\/a>, otto anni fa, in occasione del cinquantennio, dedic\u00f2 all\u2019evento con immagini, video e articoli dell\u2019epoca. Vige ancora ora un mistero sulle reali cause. Secondo alcuni studi:<\/p>\n<blockquote><p>Uno dei <strong>disastri idrogeologici peggiori del Novecento<\/strong> avrebbe una storia antica. Uno studio, condotto dal geologo Edoardo Semenza, figlio del progettista della diga del Vajont, Carlo Semenza, ha fatto emergere una novit\u00e0 riguardo al Vajont. L\u2019enorme masso staccatosi dal Monte Toc potrebbe essere stato il frutto di una <strong>paleofrana<\/strong>, cio\u00e8 di una frana preistorica staccatasi migliaia di anni prima, con un volume enorme accumulatosi nella valle e sbarrando il corso del torrente Vajont. In seguito, la vegetazione e l\u2019erosione l\u2019avrebbero nascosto facendolo sembrare parte del versante della montagna.<\/p><\/blockquote>\n<h2>Le dichiarazioni<\/h2>\n<p>Sul disastro del Vajont questo disse il Tesoriere del Consiglio Nazionale dei Geologi Domenico Angelone:<\/p>\n<blockquote><p>Il disastro del Vajont costituisce la fotografia di un paese miope dal punto di vista della prevenzione e della valorizzazione delle professionalit\u00e0. I geologi di allora furono inascoltati esattamente come oggi, a distanza di 55 anni, si continua a <strong>maltrattare il territorio<\/strong> e a sfidare le forze della natura con il cemento e la perfezione teorica, in accordo con l\u2019approssimazione politica e l\u2019arroganza di chi continua a non voler risolvere il problema alle sue origini.<\/p><\/blockquote>\n<p>La speranza \u00e8 che, ricordando ogni anno il disastro del Vajont, alla fine si tenga chiaro a mente che la sicurezza in montagna \u00e8 fondamentale.<\/p>\n<h2>I nuovi strumenti di MountaiNow<\/h2>\n<p>In questo vi supportiamo noi con la nostra app e le sue aggiunte di molte nuove caratteristiche tra cui queste principali.<\/p>\n<h3>Altezza della neve<\/h3>\n<p>E\u2019 una nuova icona \u00e8 disponibile per\u00a0<strong>condividere l\u2019altezza della neve<\/strong>. Facilmente misurabile con una classica sonda da sci alpinismo, la condivisione di questa osservazione fornisce informazioni in tempo reale sulla quantit\u00e0 di neve e contribuisce direttamente alla ricerca sul clima, soprattutto se essa viene fatta sui ghiacciai.<\/p>\n<h3>Nuovi livelli di mappa<\/h3>\n<p>Si tratta di un insieme di itinerari per lo sci alpinismo, il trekking o il mountain bike. Possono anche essere proiettati dal vivo durante la\u00a0<strong>registrazione di una traccia GPS<\/strong>.<\/p>\n<h3>Dati fotografici<\/h3>\n<p>Una volta che siete a casa, le foto possono essere condivise in un attimo. Non c\u2019\u00e8 bisogno di inserire la data o il luogo manualmente, l\u2019applicazione lo fa per voi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La montagna d\u00e0, la montagna prende. E\u2019 bene ricordarlo sempre come \u00e8 bene ricordare il disastro del Vajont. 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