{"id":6395,"date":"2018-08-30T08:30:17","date_gmt":"2018-08-30T06:30:17","guid":{"rendered":"https:\/\/www.mountainow.net\/2018\/08\/valle-del-diavolo\/"},"modified":"2018-08-30T08:30:17","modified_gmt":"2018-08-30T06:30:17","slug":"valle-del-diavolo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.mountainow.net\/it\/2018\/08\/valle-del-diavolo\/","title":{"rendered":"Sulla divina roccia della valle del diavolo"},"content":{"rendered":"<p class=\"para para_Art_Lead_DIN\"><strong>Sotto il traffico infernale della strada del Gottardo si erge una parete eccezionale: la Teufelstalwand. Questo muro di\u00a0granito \u00e8 da riscoprire con urgenza. In particolare la sua via <em class=\"char char_DIN_Regular_italic\">Zeichen der Freundschaft,<\/em> riattrezzata nel 2010. <span class=\"user_fjx145_single_autor\">Del Claude Remy<\/span><\/strong><\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<div id=\"fjx145_lauftext\">\n<p class=\"para para_Art_Grundtext_block\"><strong>Con una roccia simile, sai subito che la giornata sar\u00e0 una festa<\/strong>. I movimenti si concatenano con un piacere tale che ci si sente quasi attratti verso l\u2019alto. Ci\u00f2 nonostante, questo \u00adgioiello da arrampicare che \u00e8 il granito della Teufelstalwand (letteralmente \u00abparete della valle del diavolo\u00bb), non lontano da Andermatt, nel cuore delle Alpi, era ancora sconosciuto fino a poco fa.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"wp-image-1271 aligncenter\" src=\"http:\/\/www.mountainow-blog.net\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/Diable_ClaudeRemy_p3-2-300x226.png\" alt=\"\" width=\"889\" height=\"670\" \/><\/p>\n<p class=\"para para_Art_Grundtext_block\"><strong>Va detto che il quadro subitaneo della parete \u00e8 squallido.<\/strong> A strapiombo sopra il ben noto Ponte del Diavolo, con il suo intenso traffico stradale e ferroviario da e per il passo del Gottardo, il piede della Teufelstalwand \u00e8 incassato, rumo\u00adroso e puzzolente. Qualcuno ha detto infernale? Per di pi\u00f9, accedervi non \u00e8 facile n\u00e9 evidente.<\/p>\n<h2 class=\"para para_Art_Zwischentitel\">Un gioiello ben nascosto<\/h2>\n<p class=\"para para_Art_Grundtext_block\"><strong><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone wp-image-1269 alignleft\" src=\"http:\/\/www.mountainow-blog.net\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/Diable_ClaudeRemy_p1-2-215x300.png\" alt=\"\" width=\"297\" height=\"414\" \/>D\u2019altro canto, superati questi disagi iniziali, con la via <em class=\"char char_Esta_italic\">Zeichen der Freundschaft<\/em> si scopre un perfetto granito teso, che offre un\u2019ascensione straordinaria lungo fessure e diedri rettilinei<\/strong>. Una delle pi\u00f9 belle arrampicate della Svizzera! Appoggiando la suola si avvertono talvolta quei fruscii musi\u00adcali\u00a0tipici delle grane compresse, che generano una specie di inquietudine giubilante\u2026 Sto per scivolare? Ma no, tiene benissimo! Poi, una mano risale lungo la fessura schietta, dai bordi rugosi e solidi che favoriscono una tenuta e una progressione rassicuranti.<\/p>\n<p class=\"para para_Art_Grundtext_block\"><strong>\u00abSosta!\u00bb, esulta Jean-Mi<\/strong>. \u00abQuesto diedro \u00e8 incredibile, \u00e8 ancora migliore delle prime lunghezze.\u00bb Ancora migliore? Sar\u00e0 mai possibile? Ma certo, ha ragione. Ecco la fessura successiva, dai bordi paralleli, che si innalza dritta verso il cielo, come nei sogni. Giunto alla sosta, Fred, il mio secondo compagno di cordata, si sente talmente euforico che non esita un istante: \u00abTroppo bello! Calami, che la rifaccio.\u00bb<\/p>\n<h2><\/h2>\n<h2><\/h2>\n<h2 class=\"para para_Art_Grundtext_block\"><strong>Granito e hard rock<\/strong><\/h2>\n<p class=\"para para_Art_Grundtext_block\"><strong>Che ironia! Sono quasi 40 anni che il monacese Andreas Kubin<\/strong>, che aveva tentato la prima in libera di questa via aperta nel 1973, me l\u2019aveva sconsigliata a causa delle \u00adfessure piene di terra e di vegetazione, che aveva trasformato la cordata in ruminanti. Molto pi\u00f9 tardi ero venuto a osservarla dall\u2019alto della via ferrata del Diavolo. Allora aveva concluso una volta ancora che non ne valesse la pena. Come ci si pu\u00f2 sbagliare!<\/p>\n<p class=\"para para_Art_Grundtext_block\"><strong>Occorre forse precisare che l\u2019amore per il granito \u00e8 un prerequisito per questa via<\/strong>. Kubin lo aveva giustamente fatto notare, paragonando questa roccia all\u2019hard rock: \u00abO lo ami fino all\u2019apoteosi, o lo odi nella maniera pi\u00f9 profonda.\u00bb Se non posso immaginare un odio per l\u2019hard rock, \u00e8 pur vero che c\u2019\u00e8 chi detesta il granito, che offre una scalata reputata monotona. Cos\u00ec, sulle placche ci si ritrova a quattro zampe, pure se talvolta l\u2019esigente posa del piede deve andare di pari passo con una tecnica senza pecche, mentre le altre inclinazioni richiedono uno sforzo fisico considerato faticoso o doloroso.<\/p>\n<h2 class=\"para para_Art_Zwischentitel\">Finale in apoteosi<\/h2>\n<p class=\"para para_Art_Grundtext_block\"><strong>Ma torniamo a <em class=\"char char_Esta_italic\">Zeichen der Freundschaft<\/em>, dove ci ritroviamo a salire un camino<\/strong>. Ecco uno stile di arrampicata la cui pratica \u00e8 ormai desueta, ma che diversifica felicemente questa scalata. Bisogna tirar fuori la vecchia tecnica dell\u2019incastro del corpo all\u2019interno di una fessura larga. L\u2019eleganza del bel gesto cede il posto alle spinte serpentine verso l\u2019alto accompagnate da grugniti e raschiature, qua e l\u00e0 un po\u2019 stancanti a causa dello zaino incastrato, il che arricchisce i ricorsi. Alla sosta, Fred, sempre felice, invece di ripetere i due tiri opta per una pausa \u00abcake-biscotti-cioccolata\u00bb. \u00abPeccato\u00bb, pensano i due golosi (Jean-Mi e il sottoscritto), \u00abbisogner\u00e0 spartirsi le leccornie.\u00bb<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"wp-image-1270 aligncenter\" src=\"http:\/\/www.mountainow-blog.net\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/Diable_ClaudeRemy_p2.jpg-2-300x198.png\" alt=\"\" width=\"892\" height=\"589\" \/><\/p>\n<p class=\"para para_Art_Grundtext_block\"><strong>Questa breve pausa si rivela strategica<\/strong>. Infatti, il diedro dell\u2019ultima lunghezza e la sua linea perfetta, un po\u2019 povera di appoggi per i piedi e con un bomb\u00e9 nella parte alta, costituisce il vivo della via. Un ultimo, rude colpo di reni ed ecco la sommit\u00e0. Il libro dei passaggi rigurgita di elogi meritati e testimonia un\u2019altissima frequentazione. I nostri occhi luccicano, e un immenso sorriso collega le orecchie. Il tempo \u00e8 splendido. Caldo. I ruggiti infernali del diavolo si sono spenti da tempo. Qualcuno ha parlato di paradiso?<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"fjx145_infos\">\n<h2>Scheda<\/h2>\n<div class=\"user_fjx145_mode_single_infos\">\n<p class=\"para para_Info_Text\">Solcata da erti diedri, fessure e pilastri, la Teufelstalwand \u00e8 punteggiata di \u00advegetazione sulle cenge, ma propone anche delle vie eccezionali e omogenee.<\/p>\n<p class=\"para para_Info_Untertitel\"><strong>Le vie della Teufelstalwand<\/strong><\/p>\n<p class=\"para para_Info_Text\"><em class=\"char char_DIN_medium_italic\">In sintesi:<\/em> da 6b+ a 7c, 250\u2009m, attacco delle vie a circa 1650 m, esposizione S<\/p>\n<p class=\"para para_Info_Text\"><em class=\"char char_DIN_medium_italic\">Descrizione:<\/em> otto vie percorrono la \u00adTeufelstalwand: <em class=\"char char_DIN_medium_italic\">Florina<\/em>, 7c (7a+ obl); <em class=\"char char_DIN_medium_italic\">Laura<\/em>, 7a (6c); <em class=\"char char_DIN_medium_italic\">Eternal crack<\/em>, 7a (6b\u00a0obl);\u00a0<em class=\"char char_DIN_medium_italic\">Alpentraum<\/em>, 7a (6c obl); una via senza nome n\u00e9 informazioni; <em class=\"char char_DIN_medium_italic\">Wilde 13<\/em>, 7b (6c); \u00ad<em class=\"char char_DIN_medium_italic\">Zeichen der Freundschaft<\/em>, 6b+\u00a0(6a+ obl); <em class=\"char char_DIN_medium_italic\">Pissoir du Diable<\/em>, 6b+ (6a+\u00a0obl). Attacco e uscita sommitale comune per <em class=\"char char_DIN_medium_italic\">Florina<\/em> e <em class=\"char char_DIN_medium_italic\">Laura<\/em>, essen\u00adzialmente su blocchetti a\u00a0incastro. Lo stesso vale anche per <em class=\"char char_DIN_medium_italic\">Eternal crack<\/em>, mentre le altre quattro sono bene attrezzate con spit M10.<\/p>\n<p class=\"para para_Info_Untertitel\"><strong>Zeichen der Freundschaft<\/strong><\/p>\n<p class=\"para para_Info_Text\"><em class=\"char char_DIN_medium_italic\">In sintesi:<\/em> 6b+ (6a+ obl), 10 tiri ottimamente attrezzati con spit M10<\/p>\n<p class=\"para para_Info_Text\"><em class=\"char char_DIN_medium_italic\">Itinerario:<\/em> arrampicata molto variata e\u00a0insolita per il granito, eminentemente atletica e di continuit\u00e0 lungo fessure e\u00a0diedri di alta classe. I 6b dei tiri 4 e 5 sono sostenuti, e vanno serbate le \u00adforze\u00a0per il vivo dell\u2019ultima lunghezza, all\u2019uscita della via.<\/p>\n<p class=\"para para_Info_Text\"><em class=\"char char_DIN_medium_italic\">Nota: <\/em>nel settembre 2010, Claude L\u00e9vy, Christoph Linder, Patrick Muhmenthaler e Roger W\u00fcrsch hanno valorizzato \u00adquesto itinerario con una pulizia impressionante e la posa di un\u2019attrezzatura di\u00a0alta qualit\u00e0 nell\u2019intento di rendere onore a Heinz Leuzinger (1940\u20132007), autore della prima ascensione il 5\u00a0\u00adgiugno 1973 assieme a Carlo Cadenazzi.<\/p>\n<p class=\"para para_Info_Untertitel\"><strong>Trasferta e accesso<\/strong>: In treno fino a N\u00e4tschen, quindi a piedi o\u00a0in taxi. La strada da N\u00e4tschen alle \u00adeoliche \u00e8 soggetta ad autorizzazione (contatto: Korporation Ursern, Rathaus, 6490 Andermatt, +41 41 887 15 39, \u00ad\u00adinfo@korporation-ursern.ch).<\/p>\n<p class=\"para para_Info_Text\">Si segue la strada fino a T\u00fcfelstalboden (ca. 2015\u2009m, parcheggio), proprio prima del terzo tornante. Da qui, T1+ calate. Si scende il sentiero della via ferrata, si passa la bandiera e si raggiunge la scala di uscita della ferrata, quindi si segue un sentiero a destra per 30\u2009m (25\u00a0min dal parcheggio; 1\u2009h da \u00adN\u00e4tschen). Tre calate (marcature rosse, 45\u2009m \/40\u2009m\/ 35\u2009m), si\u00a0attraversa il ruscello e si sale ai piedi delle vie. Corde fisse.<\/p>\n<p class=\"para para_Info_Untertitel\"><strong>Periodo migliore<\/strong>: Da primavera a fine autunno, ma non dopo un periodo di pioggia. Bisogna inoltre diffidare del ruscello, il cui \u00adattraversamento pu\u00f2 rivelarsi delicato, se non impossibile, in funzione della portata. Attenzione: dall\u20191.12 al 30.4 \u00adl\u2019area situata a S del ruscello \u00e8 zona di tranquillit\u00e0 con divieto di accesso.<\/p>\n<p class=\"para para_Info_Untertitel\"><strong>Carte<\/strong>: CN 1\u2009:\u200925\u2009000, foglio 1231 Urseren; CN 1\u2009:\u200950\u2009000, foglio 255 Sustenpass<\/p>\n<p class=\"para para_Info_Untertitel\"><strong>Bibliografia<\/strong>: <a href=\"https:\/\/www.exlibris.ch\/de\/buecher-buch\/deutschsprachige-buecher\/claude-remy\/dreams-of-switzerland\/id\/9783859023994\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Claude e Yves Remy, <em class=\"char char_DIN_medium_italic\">Dreams of Switzerland<\/em>, Edizioni CAS, Berna 2016<\/a>; T. Fullin, A. Banholzer, <em class=\"char char_DIN_medium_italic\">Uri Excellence<\/em>, Edizioni CAS, Berna 2015; S. Von K\u00e4nel, <em class=\"char char_DIN_medium_italic\">Extrem Ost<\/em>, Filidor, \u00adReichenbach 2013<\/p>\n<p class=\"para para_Info_Untertitel\"><strong>Alloggi<\/strong>: Andermatt: Gotthard Camping, tel. +41 79\u00a0226 30 76, mail@gotthard-camping.ch, <a href=\"http:\/\/www.gotthard-camping.ch\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">www.gotthard-camping.ch<\/a>, aperto dal 15 maggio al 15 ottobre circa, \u00adcompleto dal 22 al 26 agosto 2018; Hospental: Sust Lodge, tel. +41 41 887 05 02, info@sust.ch, <a href=\"http:\/\/sust.ch\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">www.sust.ch<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong><em><span lang=\"it\">Trova la versione originale dell\u2019articolo \u201cGrande Lui senza tempo\u201d di Claude Remy a <a href=\"http:\/\/alpen.sac-cas.ch\/it\/rivista\/articolo-dettaglio\/?user_fjx145_pi1%5Bmode%5D=single&amp;user_fjx145_pi1%5Bartid%5D=1000009265&amp;logintype=logout\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Le Alpi<\/a> 7\/2018, Club Alpino Svizzero (copyrights: Claude Remy)<\/span><\/em><\/strong><\/p>\n<\/div>\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone wp-image-1274\" src=\"http:\/\/www.mountainow-blog.net\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/lesAlpes072018-2.jpg\" alt=\"\" width=\"105\" height=\"145\" \/>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-1275\" src=\"http:\/\/www.mountainow-blog.net\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/SAC-300x129.png\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"129\" \/><\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sotto il traffico infernale della strada del Gottardo si erge una parete eccezionale: la Teufelstalwand. 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