{"id":6224,"date":"2019-11-26T12:15:13","date_gmt":"2019-11-26T11:15:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.mountainow.net\/2019\/11\/egidio-bonapace\/"},"modified":"2019-11-26T12:15:13","modified_gmt":"2019-11-26T11:15:13","slug":"egidio-bonapace","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.mountainow.net\/it\/2019\/11\/egidio-bonapace\/","title":{"rendered":"Egidio Bonapace: &#8220;La montagna andrebbe comunicata meglio&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>Nell&#8217;ottica di darti sempre una <strong>visione completa della montagna<\/strong> e del giusto modo di viverla, non ci limitiamo a riportare solo consigli pratici e itinerari. Gli appassionati di montagna, infatti, sono attratti anche dalla saggezza di chi vive come loro ma ha un background diverso (o semplicemente) pi\u00f9 ampio. Rientra in questo la nostra scelta di pescare dalla rete le migliori interviste a personaggi legati all&#8217;alta quota e proporle qui. Ecco cos&#8217;ha detto sul tema Egizio Bonapace a <a href=\"http:\/\/www.unimondo.org\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Unimondo.org<\/a>.<\/p>\n<p>Buona lettura.<!--more--><\/p>\n<p>Egidio Bonapace \u00e8 la montagna fatta vita. E&#8217; maestro di sci, guida alpina, gestore di rifugi, accademico del CAI e anche Presidente del Trento Film Festival e dell&#8217;Accademia della Montagna. E&#8217; la persona giusta per darti un nuovo interessante punto di vista sulla tua passione.<\/p>\n<h2>Com&#8217;\u00e8 nata questa passione per la montagna?<\/h2>\n<blockquote><p>Sono di Campiglio ed \u00e8 stato un percorso naturale&#8230;ho iniziato come sciatore e da l\u00ec ho fatto la mia trafila: campionati di sci, 4 anni in polizia a Moena a fare l&#8217;atleta. Poi ho imparato ad arrampicare e successivamente sono diventato guida alpina; dopo ho deciso di gestire un rifugio. Mia mamma ha pianto una settimana: lavoravo alle funivie, a 100 metri da casa. Avevo un lavoro stabile come dirigente, un buon stipendio&#8230; e ho mollato tutto. Quando ho lasciato non sapevo quello che volevo fare, ho solo detto: \u201cqui non sto, cambiamo vita\u201d. Ho mollato per prendermi un anno per andare il giro per il mondo ad arrampicare; poi sono tornato ed ho iniziato a gestire il rifugio Graffer. Adesso sono al Segantini.<\/p><\/blockquote>\n<h2>Vivi la montagna da sempre: com&#8217;\u00e8 cambiata negli anni?<\/h2>\n<blockquote><p>In maniera radicale, soprattutto negli ultimi 10-15 anni &#8211; c&#8217;\u00e8 stata una grande accelerazione nel cambiamento. Il rifugio non \u00e8 pi\u00f9 il punto di partenza, \u00e8 diventato la meta. Quando si va in montagna adesso si va per andare in rifugio a mangiare e poi si torna gi\u00f9. Quindi anche dal rifugio ci si aspetta un servizio diverso. Con l&#8217;Accademia della Montagna e l&#8217;Universit\u00e0 di Trento avevamo portato avanti delle ricerche: dopo le 3 ore di camminata perdi il 50% dei fruitori della montagna. La gita \u00e8 un&#8217;ora mezza per andare, si mangia, ed un&#8217;ora e mezza per tornare. Se pensiamo alle tre ore andata e tre ore ritorno siamo gi\u00e0 a una percentuale bassissima di escursionisti; le 8\/9 ore le hai in genere con l&#8217;alpinista o escursionista straniero, spesso tedesco. Loro hanno questa predisposizione e cultura della montagna che non so da dove arrivi per\u00f2 continua a ripetersi, nonostante la Germania sia praticamente piatta, a parte la Baviera.<\/p><\/blockquote>\n<h2>Si tramanda di generazione in generazione&#8230;<\/h2>\n<blockquote><p>S\u00ec, noi invece l&#8217;abbiamo un po&#8217; persa. Bisogna trovare una soluzione per portare i giovani in montagna. Io avevo 6 anni la prima volta, ci sono andato con il parroco del paese. Poi ai miei tempi c&#8217;era anche il servizio militare, chi lo faceva come alpino andava in montagna. L\u00ec eri obbligato; per\u00f2, una volta che non sei pi\u00f9 obbligato, se ci sei stato ci torni. \u00c8 necessario questo input iniziale. Con Accademia abbiamo realizzato l&#8217;iniziativa dei 200 ragazzi in rifugio: studenti che premiamo per dei progetti sulla montagna, e li portiamo due giorni ed una notte in rifugio con una guida alpina. Tanti di loro poi ritornano, bisogna solo portarceli la prima volta. I genitori di oggi non hanno pi\u00f9 il tempo da dedicare ai figli per andare in montagna, una volta era diverso e la domenica era abbastanza sacra.<\/p><\/blockquote>\n<h2>I ritmi e lo stile di vita sono cambiati&#8230;<\/h2>\n<blockquote><p>Adesso non lo fanno pi\u00f9 per delle esigenze di vita e di lavoro differenti. Deve esserci qualcun altro che porta i ragazzi in montagna. Sono le emozioni che ti fanno ricordare le cose: puoi raccontare che la montagna \u00e8 bella ma non ci crede nessuno, le cose le devi provare. Se vai in un posto e dici: \u201cavr\u00f2 sudato, sar\u00f2 stato anche stanco, sar\u00e0 stata una faticaccia per\u00f2 \u00e8 un bel posto\u201d e vivi l&#8217;emozione, poi quella ti resta. E dopo con il passaparola, magari qualcuno ha la fidanzata che non avrebbe tanta voglia ma va per accompagnare il fidanzato o viceversa. Bisognerebbe instaurare questo meccanismo che parte da piccoli, magari dalle scuole dell&#8217;obbligo. L&#8217;ideale sarebbe riuscire ad organizzare una qualche uscita; naturalmente per un tema di responsabilit\u00e0 bisognerebbe avvalersi degli esperti \u2013 le guide, gli accompagnatori di territorio &#8211; in modo da sgravare la scuola. Ma credo ci siano le soluzioni per farlo e soprattutto in Trentino. La montagna \u00e8 un valore in primo luogo culturale, e poi economico. In Trentino la montagna \u00e8 anche un mercato incredibile che crea un terzo del PIL della Provincia. Cos\u00ec si vive la montagna, soprattutto quella di mezzo.<\/p><\/blockquote>\n<h2>Cosa intendi?<\/h2>\n<blockquote><p>Noi la montagna la vediamo sempre come cima, come vetta da raggiungere: i ghiacciai, le arrampicate&#8230; Ma la montagna \u00e8 anche quella che va dai 1000 ai 2000 metri che sono i boschi, le malghe, eccetera. Questa \u00e8 la montagna saltata, non \u00e8 frequentata: o vanno sulle cime o stanno sotto. Se tu fai questo passaggio intermedio ti prepari, \u00e8 un passaggio culturale.<\/p><\/blockquote>\n<h2>Cos&#8217;altro noti in come \u00e8 cambiato l&#8217;andare in montagna?<\/h2>\n<blockquote><p>Noi italiani siamo troppo legati alle previsioni del tempo. Non ce n&#8217;\u00e8 uno che parta da casa senza aver consultato il bollettino meteorologico di almeno tre siti diversi. Il tedesco parte: se piove mette la mantella. Chiaro, se c&#8217;\u00e8 una tempesta non si va in cima; ma se piove e sei su un sentiero perch\u00e9 no? Noi non siamo in quell&#8217;ordine di idee: o c&#8217;\u00e8 il sole ed \u00e8 tutto perfetto, o se danno un minimo di possibilit\u00e0 di pioggia la gente non va. Ma bisogna saper prendere quello che viene, la montagna \u00e8 un qualcosa di salutare e di nuovo da scoprire. \u00c8 come nella vita, dove bisogna fare tutti i gradini: quelli che ne saltano alcuni prima o poi inciampano.<\/p><\/blockquote>\n<h2>Quindi noti una mancanza di accettazione, una ricerca della giornata o del momento \u201cperfetto\u201d&#8230;<\/h2>\n<blockquote><p>S\u00ec. Poi c&#8217;\u00e8 da dire che la montagna fa sempre risonanza. Quando c&#8217;\u00e8 un incidente in montagna finisce su tutti i giornali: non vorrai dirmi che al mare in estate non annega nessuno? Ma al mare puoi morire, in montagna no. \u00c8 rimasto un altro tipo di retaggio, la montagna come luogo oscuro che fa presa sui giornali. Questo a me un po&#8217; dispiace perch\u00e9 devi mettere in conto che c&#8217;\u00e8 un rischio oggettivo tutte le volte che esci di casa, anche quando sei in macchina: dai per scontato che pu\u00f2 capitare un incidente, ma in montagna no. Si vuole tutto perfetto, come con il meteo. Se tu vai nei parchi americani, loro accettano una percentuale di rischio. Ognuno sa che facendo questa cosa deve mettere in conto che rischia qualcos&#8217;altro. Noi questo invece non lo accettiamo.<\/p><\/blockquote>\n<h2>Cosa ti d\u00e0 la montagna?<\/h2>\n<blockquote><p>Intanto la consapevolezza di conoscere te stesso. Non c&#8217;\u00e8 altra cosa come viaggiare da solo in montagna per renderti conto di chi sei e cosa riesci a fare. Poi \u00e8 indipendente dalla professione che farai; la montagna ti d\u00e0 il tempo. Puoi camminare, e nel camminare tu hai tempo per pensare: il silenzio, il camminare da soli ed il fare fatica, che \u00e8 una componente essenziale. Puoi solo pensare e guardarti intorno, \u00e8 una montagna lenta ed \u00e8 il giusto approccio per conoscerti. La montagna camminata e vissuta: su questo dovrebbero insistere nella promozione, invece di far vedere quelli che sciano in neve fresca &#8211; che tanto lo possono fare in pochi, e ti danno pure la multa. La montagna deve essere un qualcosa di tranquillo, il camminare adagio rispettando i tuoi tempi e non quelli degli altri.<\/p><\/blockquote>\n<h2>Una battuta in chiusura?<\/h2>\n<blockquote><p>La montagna \u00e8 stata ed \u00e8 la mia vita. Se devo cercare un momento mio personale di riflessione vado in montagna, non mi viene da andare alle Maldive o ai Caraibi. Poi sono convinto che andare in montagna come ci vado io o andare al mare come ci vanno determinate persone sia la stessa cosa, non cambia nulla. In mezzo c&#8217;\u00e8 il parco dei divertimenti che non fa parte n\u00e9 dell&#8217;uno n\u00e9 dell&#8217;altro: i turisti che in un giorno vogliono arrivare sulla cima con la funivia per fare le foto del panorama. Va bene, ma \u00e8 un&#8217;altra cosa.<\/p><\/blockquote>\n<p><iframe loading=\"lazy\" width=\"640\" height=\"360\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/xtaEtau3jiA?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<p>Ora che hai acquisito la saggezza di Egidio Bonapace, torna alla tua passione ma in sicurezza.\u00a0Come? Usando la nostra app per smartphone e tablet che condivide mappe e foto delle gite di tutti gli escursionisti d&#8217;Europa per creare un prezioso ed importante network di informazioni sulla montagna e le sue condizioni climatiche. Testala. Lo puoi fare <a href=\"https:\/\/itunes.apple.com\/it\/app\/mountainow\/id1140143171?l=it&amp;ls=1&amp;mt=8\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">da qui download per iOs<\/a>\u00a0e\u00a0<a href=\"https:\/\/play.google.com\/store\/apps\/details?id=it.zerounorabbit.mountainnow&amp;hl=it\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">da qui download per Android<\/a>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nell&#8217;ottica di darti sempre una visione completa della montagna e del giusto modo di viverla, non ci limitiamo a riportare solo consigli pratici e itinerari. Gli appassionati di montagna, infatti, sono attratti anche dalla saggezza di chi vive come loro ma ha un background diverso (o semplicemente) pi\u00f9 ampio. 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