{"id":6167,"date":"2020-08-18T06:02:03","date_gmt":"2020-08-18T04:02:03","guid":{"rendered":"https:\/\/www.mountainow.net\/2020\/08\/perche-tornare-in-montagna\/"},"modified":"2020-08-18T06:02:03","modified_gmt":"2020-08-18T04:02:03","slug":"perche-tornare-in-montagna","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.mountainow.net\/it\/2020\/08\/perche-tornare-in-montagna\/","title":{"rendered":"Perch\u00e9 tornare in montagna: ragioni da considerare col cuore e testa"},"content":{"rendered":"<p>Perch\u00e9 tornare in montagna? Le ragioni possono essere tante. Come tanti settori, hanno subito danni economici. Il turismo, da sempre spina dorsale del paese, \u00e8 crollato del 50% ed ora sta a tutti noi impegnarci a risollevare un&#8217;entrata sana e forte del paese. Per natura intrinseca le<strong> vacanze in montagna<\/strong> sono ideali perch\u00e9 \u00e8 pi\u00f9 facile mantenere le distanze e l&#8217;aria, rispetto alla citt\u00e0, \u00e8 pi\u00f9 pulita. Ma come agire nel concreto?<\/p>\n<h2>Nuova vita per i borghi<\/h2>\n<p>Ne hanno parlato anche i grandi media internazionali, \u00abTelegraph\u00bb e Cnn. Nei borghi alpini, e del Piemonte in particolare, non c\u2019\u00e8 solo spazio per svago e relax. I borghi sono luoghi dove abitare, dove fare impresa, dove vivere tutto l\u2019anno. \u00c8 una bella sfida. Eppure la ricerca di luoghi esterni alle aree urbane \u00e8 in crescita. Una casa da ristrutturare costa come un garage a Torino. Bonus ed Ecobonus agevolano il percorso per la ristrutturazione. Vivere in un paese con tutti i servizi, con una buona connettivit\u00e0, in una comunit\u00e0 che accoglie. Tre \u2018desiderata\u2019 che arrivano via mail con le richieste di giovani e famiglie: \u00abVorrei trasferirmi, lasciare la citt\u00e0\u00bb, \u00abaiutatemi a trovare una casa e anche un lavoro\u00bb. C\u2019\u00e8 una domanda e occorre incrociarla con l\u2019offerta. La cosa meno difficile \u00e8 trovare spazi fisici. Case. Nei 5.552 piccoli Comuni d\u2019Italia si trova una casa vuota ogni due occupate: solo il 15% di quelle disponibili ospiterebbero 300 mila abitanti, e le opere di adeguamento edilizie potrebbero valere 2 miliardi di euro nella rigenerazione e decine di migliaia di nuovi addetti. In Piemonte si parla di potenziali 30 mila nuovi residenti negli 800 piccoli Comuni.<\/p>\n<p>Numeri importanti, che sono per\u00f2 finora solo potenziali. Occorre un piano. In primo luogo fatto di impegno dei Comuni nel mappare case in vendita e in affitto. Lavorare sui servizi \u00e8 necessario, scuola, trasporti, sanit\u00e0. Se \u00e8 vero che qualche giorno fa la Corte dei Conti ha detto che chiudere i presidi ospedalieri territoriali ci ha visti impreparati, nel Paese, ad affrontare l\u2019emergenza Covid-19, sappiamo altrettanto bene quante battaglie abbiamo dovuto fare anche in Piemonte (Vescovi e parroci in testa, con i sindaci)- per bloccare lo smantellamento di presidi ospedalieri e assistenziali dai territori montani. Chi si vuole trasferire, cerca servizi. Cerca sicurezza. E cerca connettivit\u00e0. Ecco l\u2019altra grande sfida per rendere competitivi e dare nuova vita ai borghi italiani. Consentire loro di essere nodo della rete. Per questo non \u00e8 accettabile che il Piano banda ultralarga, per il quale si stanno investendo 3 miliardi di euro di fondi europei, di cui 294 milioni in Piemonte e 80 solo nel Torinese, sia in ritardo di due anni. E cos\u00ec non \u00e8 accettabile che troppi pezzi del Paese siano senza un adeguato segnale per la telefonia mobile. Sfide moderne. Che richiedono modelli di intervento nuovi.<\/p>\n<h2>Creare un patto<\/h2>\n<p>Modelli di intervento che non vedono contrapposizioni tra territori, bens\u00ec un patto tra aree montane e zone urbane. Cosa c\u2019entrano Torino e Usseaux, Val di Chi e Moncalieri, Trofarello e Balme? Sono pezzi di territorio che solo crescendo insieme nelle opportunit\u00e0 per le comunit\u00e0 che li abitano, nelle scelte di innovazione e di sviluppo, generano la coesione del Piemonte. Nessuno si salva da solo, ha ripetuto il Papa nella Piazza vuota. \u00c8 cos\u00ec anche per i Comuni, cos\u00ec anche per i territori. Se Torino e l\u2019area urbana non capiscono che la vocazione naturale non \u00e8 guardare (con un po\u2019 di invidia) verso Milano, bens\u00ec costruire un asse con le aree montane, da vero \u00abcapoluogo alpino\u00bb, torneremo a sbagliare rotta. Nel concreto, riprendiamo il percorso interrotto con le Olimpiadi invernali. Torino ha scordato che le Alpi non sono una bella cornice. E neanche il parco-giochi prolungamento di uno dei quartieri urbani. Bens\u00ec il luogo delle comunit\u00e0 e dei beni collettivi. Luogo dei grandi bacini idrici e delle foreste che immagazzinano carbonio. Territori dove la difesa dei versanti, con il presidio delle comunit\u00e0, diventa emblematica per proteggere Torino stessa.<\/p>\n<p>Riconoscere alla montagna le funzioni produttive, in termini di Pil e benessere, nonch\u00e9 di protezione, \u00e8 un impegno che deve vedere insieme sistema economico e istituzionale. Pubblico e privato. Torino scelga di essere capoluogo alpino. E facciano, amministratori e politici della Sala rossa piuttosto che delle Circoscrizioni, una serie di impegnative mobilitazioni, con i sindaci dei territori, per restituire alle valli, ad esempio, servizi di mobilit\u00e0 e di istruzione. A guadagnarci sar\u00e0 Torino stessa. Scelga di essere capoluogo alpino. Come ha chiesto anche un consigliere comunale, Francesco Tresso, in una mozione dove riprende un tema caro a Uncem: portiamo bambini e ragazzi, anche nei prossimi mesi, nelle aree montane. Per scoprire cosa c\u2019\u00e8 l\u00ec dietro, quei borghi e quelle comunit\u00e0 operose. Per imparare divertendosi, secondo il\u00a0<em>claim<\/em>\u00a0storico della campagna \u00abA scuola di montagna\u00bb.<\/p>\n<h2>Come risponde la politica<\/h2>\n<p>Non \u00e8 vero e sarebbe ingeneroso dire che finora \u00e8 stato fatto niente. Quando la Diocesi di Torino aveva aperto un virtuoso cammino di partecipazione nelle valli, aveva colto nel segno: agevolare progetti di sviluppo volti a facilitare lavoro e mestieri. Quel percorso continua e trova nella fase di crisi in corso un nuovo colpo d\u2019ala. Si riparte non solo guardando all\u2019aumento di turisti nelle prossime settimane, ma se le istituzioni sapranno indirizzare e coordinare le tante buone iniziative di soggetti privati e terzo settore. Come quanto fatto da Fondazione Time 2 di Lavazza. Una politica per la montagna in Piemonte vuol dire lavorare per ridefinire, a livello nazionale e locale, i livelli essenziali dei servizi. E per affrontare le sfide della crisi climatica.<\/p>\n<p>Vogliamo essere innovativi ma anche\u00a0<em>green<\/em>. Orientati dall\u2019ecologia integrale della\u00a0<em>Laudato Si<\/em>. Che pervade comunit\u00e0 e ambiente. Le unisce.\u00a0<em>Green communities,\u00a0<\/em>per dirla con la Strategia nazionale del 2015, che deve essere pienamente attuata. Lo scrive anche la \u00ablegge montagna\u00bb del Piemonte. Anno 2019. Prima della pandemia, ma cos\u00ec attuale quando impegna i Comuni a lavorare non da soli ma uniti. La crisi sanitaria ha gettato un faro sui territori. E il territorialismo nascente non \u00e8 da confondere con municipalismo, o sovranismo municipale. Il patto tra aree montane e urbane \u00e8 efficace se lavoriamo oltre l\u2019ombra del campanile per comporre una rete forte che ha le comunit\u00e0 al centro. Lontano da facili banalit\u00e0 sul tema e da ogni definizione plastica e retorica di \u00abmontagnine\u00bb o \u00abpaesini\u00bb. Stiamo in guardia da chi trascina in queste semplificazioni, non solo semantiche. Gi\u00e0 possediamo una seria alternativa, una rotta tracciata.<\/p>\n<p>Ora che sono chiari tutti i motivi del perch\u00e9 tornare in montagna, non mettere in secondo piano la sicurezza. Come? Usando la nostra app per smartphone e tablet che condivide mappe e foto delle gite di tutti gli escursionisti d&#8217;Europa per creare un prezioso ed importante network di informazioni sulla montagna e le sue condizioni climatiche. Testala. Lo puoi fare <a href=\"https:\/\/itunes.apple.com\/it\/app\/mountainow\/id1140143171?l=it&amp;ls=1&amp;mt=8\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">da qui download per iOs<\/a>\u00a0e\u00a0<a target=\"_blank\" rel=\"noopener\">da qui download per Android<\/a>.11<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Perch\u00e9 tornare in montagna? Le ragioni possono essere tante. Come tanti settori, hanno subito danni economici. Il turismo, da sempre spina dorsale del paese, \u00e8 crollato del 50% ed ora sta a tutti noi impegnarci a risollevare un&#8217;entrata sana e forte del paese. 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